Tagli e smantellamento dell'agenzia nazionale: protestano anche ad Arezzo gli ispettori del lavoro

Scatta la protesta anche all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Arezzo, così come sta accadendo in tutto il territorio nazionale. Dal 1 novembre u.s., anche gli Ispettori del Lavoro di Arezzo hanno aderito allo stato di agitazione contro una politica che sta smantellando la neonata agenzia dell’Ispettorato Nazionale svilendone le funzioni.  Ad un anno dalla nascita dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) come ente autonomo, se pur vigilato dal Ministero del Lavoro, che riunisce funzionari ex Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ispettori INPS e ispettori INAIL, la creatura può definirsi ad oggi un esperimento fallito. Il nuovo soggetto avrebbe dovuto dare impulso alle attività dell'Ispettorato ed invece sono stati previsti ulteriori tagli alle risorse economiche, in particolare quelle che consentono di finanziare determinate attività volte al raggiungimento di obiettivi quali la tutela del lavoro e il recupero dell'elusione ed evasione contributiva.
Il Governo si era impegnato nella creazione del nuovo Ente (INL) ma non ne ha voluto poi seguire la crescita, tappandosi le orecchie dinanzi alle proteste prima sommesse e a questo punto urlate da parte di chi è entrato a far parte di questa scatola vuota gioco-forza. La creazione di un unico soggetto deputato al controllo in materia di lavoro e legislazione sociale che avrebbe dovuto riunire in sé le professionalità degli Ispettori delle ex Direzioni Territoriali del Lavoro, dell’INPS e dell’INAIL, di fatto sta generando un percorso al ribasso di tutte le professionalità coinvolte. L’idea di un unico attore che avrebbe dovuto garantire il controllo del territorio assicurando la tutela dei diritti dei lavoratori in un mercato del lavoro sempre più precario, è ormai alla deriva.  Il Governo a tutt’oggi non ha ancora provveduto ad un allineamento economico e contrattuale tra tutti gli ispettori del nuovo Ente, determinando l’assurda situazione per cui colleghi che svolgono la medesima attività, ed effettuano verifiche congiuntamente hanno una profonda differenza retributiva. Gli ispettori del lavoro chiedono dunque più dignità e diritti per chi opera a tutela dei lavoratori come ad esempio un’adeguata copertura assicurativa per i rischi connessi alla funzione ispettiva, tutela contro le aggressioni oggi sempre più frequenti durante il servizio esterno, adeguata formazione del personale, adeguamento della dotazione strumentale di supporto nell’attività di vigilanza, equiparazione normativa, giuridica ed economica fra il personale ispettivo ed amministrativo degli enti previdenziali (INPS ed INAIL) e quello ex ministeriale anche alla luce delle delicate funzioni di Ufficiali di Polizia Giudiziaria che sono svolte.  Per questi motivi anche gli Ispettori di Arezzo dal 1 Novembre u.s. hanno alzato le mani e fermamente dichiarano che non effettueranno più straordinari, verifiche in orari notturni o festivi, e soprattutto non metteranno più a disposizione la propria autovettura per effettuare sopralluoghi presso le aziende della provincia anticipando le spese per il carburante. Dal 1 novembre pertanto il personale ispettivo effettuerà ispezioni solo con i mezzi pubblici e richiedendo l’anticipo di ogni spesa legata alla “trasferta”, con pesanti ripercussioni sull’effettivo controllo dell’intero territorio provinciale, considerato che non sarà possibile raggiungere le aziende ed i cantieri più disagiati. Lo stato di agitazione proseguirà fino a quando gli Ispettori ed i funzionari non vedranno riconosciuta la dignità professionale che spetterebbe a chi svolge un ruolo sociale così importante.




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