Altre quattro pecore uccise dai lupi, Coldiretti: "greggi decimati"

Il lupo colpisce ancora sbranando e uccidendo altre quattro pecore dell’Azienda Agricola Edigio Marcia che si vanno a sommare a tutti gli altri capi sbranati in poco tempo e mentre scriviamo la notizia che nella notte, un nuovo attacco ha provocato la morte di un altro capo. Siamo oramai alla conta dei morti quotidiana, la situazione è più che drammatica, l’allevatore infatti è vittima da mesi oramai, degli attacchi quotidiani dei lupi che decimano il gregge della sua azienda. “Ogni mattina occorre ontare quante pecore ci sono rimaste – spiega Marcia in preda alla disperazione di chi tutti i giorni vede letteralmente morire un pezzo del proprio lavoro – il mio gregge è stato decimato in pochi mesi e temo per quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni”.
La paura di Marcia è quella di chi lavorando con enormi sacrifici ogni giorno, vede sotto ai propri occhi, venire meno il proprio operato e di chi vive in una situazione di paura non soltanto per l’azienda che dirige ma anche per la sicurezza personale e dei propri familiari.
“Gli ultimi attacchi – continua l’imprenditore agricolo – si sono verificati a meno di venti metri dalla nostra abitazione, ogni giorno speriamo che sia un giorno nuovo, purtroppo però siamo vittime anche noi, come i nostri animali del feroce predatore e non ci rimane che contare quello che ci resta, da ultimo l’assalto di poche ore fa, non so più cosa pensare, vi posso assicurare che questo stato in cui viviamo ci sta divorando l’azienda ma anche l’anima e il rischio c’è – Marcia si prende una pausa – mi vedrò costretto a chiudere l’azienda perché qui non rimarrà più niente ed io sono al 50% in meno della produzione annua”.
A pochi passi dalla casa di Edigio restano le carcasse degli ultimi quattro animali dilaniati, le immagini parlano chiaro, non è più una situazione che può essere sottovalutata per il bene dell’azienda e per la sicurezza di chi la abita e di chi la frequenta, il lupo potrebbe arrivare in ogni momento, lo ha dimostrato nelle settimane passate, di giorno di notte, ad un passo dalle abitazioni e lasciare dietro di se solo vittime e sangue.
“Abbiamo denunciato da mesi – ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo Tulio Marcelli - una situazione di emergenza legata alle predazioni che giorno dopo giorno è andata ad incancrenirsi, adesso la situazione è veramente drammatica e al collasso. Gli attacchi infatti, sempre più di frequente avvengono a ridosso delle abitazioni dei nostri imprenditori e non distanti dai paesi dove si svolge la normale vita quotidiana delle persone. Sono mesi – ha ribadito Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti regionale – che abbiamo denunciato in molte aree della Toscana una situazione di emergenza legata alle predazioni. Basti pensare che per il triennio 2014 - 2016 sono state presentate domande di indennizzo per un danno che supera i 3 milioni di euro. Nonostante la grande mobilitazione al momento non sono arrivate risposte tangibili per i nostri imprenditori”.
“L’allarme è rosso per i nostri imprenditori – segnala il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi – le aziende sono in forte difficoltà e stanno facendo sforzi enormi per restare in piedi, il caso di Marcia è uno ma nella provincia ci sono altri nelle stesse condizioni. Come Coldiretti stiamo portando avanti la nostra battaglia a favore delle imprese, da ultimo l’incontro dei giorni scorsi a Siena, organizzato dalla Coldiretti regionale al quale abbiamo partecipato con una delegazione di imprenditori agricoli aretini vittime degli attacchi da predatori durante il quale abbiamo fatto il punto sulla lunga vertenza aperta da Coldiretti, che aveva dichiarato lo stato di mobilitazione, presentando alla Regione Toscana un documento di richieste per l’insostenibile stato nel quale sono costretti ad operare gli allevatori. Temo – conclude il Direttore Rossi che non ci sia più tempo”.




Questo sito web utilizza cookie con sole finalità tecniche, il cookie di profilazione di Google Analytics viene utilizzato in modalità strettamente anonima.
Cliccando su OK, l’utente accetta l’utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni, anche in ordine alla disattivazione, è possibile consultare l'informativa cookie e privacy completa.