Alzheimer, esperienze in rete e comunicazione. Conclusa la tre giorni tra Arezzo e Capolona

Fare comunicazione e fare rete. Sono questi i capisaldi della tre giorni sull’Alzheimer organizzata dall’Aima di Firenze in collaborazione con Asl Toscana sud est, Cesvot, Anci, Ars Toscana e il patrocinio della Regione e del Comune di Capolona. Tre giorni per costruire una comunità consapevole, che sappia affrontare le sfide di una malattia sempre più diffusa.
Questa mattina si è tenuto l’ultimo appuntamento all’auditorium Pieraccini dell’ospedale San Donato, durante il quale sono state sottolineate le importanti esperienze che in tutta Italia si stanno portando avanti: dalle “Comunità amiche della demenza” di Abbiategrasso alle realtà di Montevarchi, cioè i Musei e l’Alzheimer Caffè.alzheimer tre giorni
“E’ stata una grande soddisfazione per noi ospitare tre giorni dedicati all’ Alzheimer – dichiara il direttore generale della Asl Toscana sud est Enrico Desideri – e ringraziamo l’Aima per aver scelto il territorio aretino. I nuovi approcci alle malattie devono vedere sempre più attive le reti, con un raccordo tra i medici di famiglia e gli specialisti. Solo con questo confronto continuo si possono dare risposte idonee a chi sta male. La nostra Asl sta lavorando molto in questo senso, nell’ambito del progetto delle Reti cliniche integrate”.
“Abbiamo scelto Arezzo per uno dei nostri tre eventi perché è un territorio in cui la sensibilità verso l’Alzheimer è molto forte e ci sono persone e realtà che si stanno spendendo tanto per questa causa – ha dichiarato Manlio Matera dell’AIMA Firenze – abbiamo anche una sezione aretina della nostra associazione, che ogni giorno si impegna per sostenere i malati e le loro famiglie. Ringrazio l’Asl Toscana sud est e il suo direttore generale Desideri per la collaborazione che riusciamo a mettere in atto”.
“Intensificare la sanità del territorio è uno degli obiettivi della riforma del settore. Tutto mira a diminuire l’ospedalizzazione e aumentare il ruolo e le competenze del territorio, con un occhio sempre attento alla continuità delle cure” ha commentato la vice presidente del consiglio regionale Lucia De Robertis.
“Sono stati tre giorni importanti – ha dichiarato Patrizia Castellucci, direttore Servizi Sociali Asl Toscana sud est – per prendere coscienza e conoscenza di un problema così complesso. Una comunità colta e consapevole diventa accogliente e inclusiva. Perché l’Alzheimer non è solo un problema di natura clinica ma anche sociale. Dobbiamo stare vicini ai malati e anche alle loro famiglie”.
“E’ necessario fare una fotografia della realtà della nostra Area Vasta – ha spiegato Anna Ferretti, assessore alla Sanità del Comune di Siena – Si tratta di mettere insieme percorsi, conoscenze, informazioni, prassi per riuscire a cogliere le risposte migliori per i nostri territori. Questo significa fare rete. E la comunicazione, in questo senso, è fondamentale. Nella nostra Area Vasta abbiamo circa 12mila persone affette da demenza. Dobbiamo garantire loro servizi omogenei e risposte idonee. Sia a quelli più vicini, sia a coloro che abitano in zone disagiate o lontane”.
I saluti del convegno sono stati affidati all’assessore comunale Lucia Tanti e a al presidente del Cesvot aretino, Leonardo Rossi.




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