Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

“I fatturati delle aziende del settore aumentano mediamente del 30% annuo. FedEx e Tnt non vanno certamente controcorrente ma hanno deciso di tagliare pesantemente l’occupazione: 315 addetti nella prima multinazionale e 46 nella seconda. Dobbiamo poi considerare i licenziamenti “travestiti” da trasferimenti insostenibili per le buste paga di questi lavoratori”. Luigi Mori e Massimo Caroti, dirigenti provinciale e regionale della Filt Cgil, hanno spiegato stamani in via Chiari, di fronte ai cancelli Tnt, le ragioni delle sciopero dei dipendenti del gruppo ai quali si sono aggiunti, in segno di solidarietà, anche quelli delle aziende e cooperative collegate. Arezzo, è stata una delle cinque manifestazioni organizzate in Toscana dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil.

Sono già state programmate altre iniziative per il 31 maggio e il 1 giugno. “La trattativa nazionale è in difficoltà perché il Ministero, in questa fase di transizione dopo le elezioni, non è in grado di essere un interlocutore”.

FedEx è un'azienda statunitense: nel 2015 ha realizzato un accordo per l'acquisizione della società Tnt, fondata in Australia nel 1946 e con sede centrale nei Paesi Bassi. Entrambe le aziende sono presenti in oltre 200 paesi nel mondo. Per i sindacati “è fortemente negativo il piano di riorganizzazione, in quanto esclusivamente caratterizzato dai tagli al personale, che sono immotivati. È assolutamente inaccettabile che in una fase di espansione dell'economia e delle attività di trasporto delle merci, anche per la crescita dell'e-commerce, si possa pensare di licenziare le persone che rappresentano il motore vivo del business aziendale”.

I sindacati chiedono quindi la salvaguardia dell’occupazione, tenendo conto che la fusione FedEx – Tnt è già costata in quest’ultima 800 posti.