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Il calcio si dice sia la metafora della vita. E in una stagione di intrecci tra la vita e la morte, sportiva, dell'Arezzo, ce ne sono stati troppi, fino quasi a non crederci in più. Ed invece quel motto l'Arezzo non muore è diventato un potente mantra che con l'unione, anche spiritualmente laica, di una intera città, ha trasformato fantasmi e faccendieri, in lacrime di gioia. Il calcio è anche una ruota che gira inesorabile. Lo stesso piazzale dello stadio che un anno fa fu il teatro di una lunga contestazione notturna dopo la precoce eliminazione dai play-off, è diventato il fulcro di una festa, spontanea, meravigliosa, in grado di osannare gran parte di quella stessa squadra di un anno prima, protagonista di un meraviglioso cammino, contro tutti e tutto. Non si sono mai fermati neanche davanti ai personaggi più improbabili, alle incertezze economiche, ai dubbi sulla sopravvivenza della società. Guidati da uno degli allenatori che rimarranno nella storia.




Un folle come si è autodefinito, che si è inventato di tutto e di più contro infortuni, sfortuna, ostacoli dentro e fuori il rettangolo verde. E nel loro cammino hanno incontrato forse altri due folli, La Cava e Anselmi che si sono fatti avanti nell'invisibile dando vita alla nuova società Sportiva Arezzo investendo somme ingenti nell'incertezza più totale. E che dire poi dei dipendenti infaticabili della società che hanno tirato la carretta senza arrendersi mai, del settore giovanile e dei suoi straordinari addetti ed allenatori. E poi Orgoglio Amaranto e la tifoseria senza il quale la storia sarebbe finita indegnamente. Feste così si sono viste quando si è vinto un campionato. E se il 25 aprile 2004 fu la festa della liberazione della Serie C, questa volta, 5 maggio 2018 questa stessa serie C mai fu così tanto amata. Un messaggio, un insegnamento: l'impresa dell'Arezzo deve essere considerata l'impresa di Arezzo che se vuole, come ha fatto contro le più grandi avversità, può eccellere in tutto e per tutto. Bisogna essere squadra sempre e comunque come hanno fatto questi ragazzi. Nel calcio, come nella vita.